A nord di Psachna e a poca distanza dal villaggio di Makrumalli, è costruito sul fianco di una collina il Monastero di Makrumalli. A causa delle numerose distruzioni subite, non si sono conservate testimonianze scritte sui primi anni della sua storia; per questo motivo, tutto ciò che viene riferito a quel periodo si basa sulla tradizione orale.
Secondo questa tradizione, i suoi fondatori furono due fratelli che avevano lì alcune capanne per i loro greggi. Ogni sera «vedevano una luce sulla roccia di fronte». Quando si recarono in quel luogo, trovarono l'icona della Panagia. La portarono alle loro capanne, costruirono un piccolo santuario dove la collocarono e accesero davanti ad essa una lampada. In seguito rinunciarono ai beni terreni, divennero monaci e costruirono il monastero, intorno al XII° secolo. Si ritiene, inoltre, che a causa dei lunghi capelli che questi fratelli avevano, il Monastero prese il suo nome.
Notevoli sono gli affreschi conservati nella conca del Santo Vima (in particolare la Platitera con due Angeli ai lati). Di notevole valore artistico sono anche diverse icone del templon, datate 1882. Tra i suoi tesori vi sono un Vangelo d'argento del 1754, un Santo Calice del 1796 e un Turibolo del 1808.La biblioteca del Monastero possiede una ricca collezione di opere di contenuto religioso e storico.
Un prezioso tesoro spirituale sono anche le Sacre Reliquie dei Santi: Partenio, Paraskevi, Charalambos, Panteleimone, Anargiri, Basilio di Ankara, Nikita, Auxenzio, Stratone, Ignazio, Timoteo il Precursore e Righino, vescovo di Skopelos.Metochi del Monastero sono quello della Panagia Chiliadous, di San Demetrio (XV° secolo) e numerose cappelle.
Giorni delle celebrazioni: Apodosis della Dormizione della Madre di Dio (23/8) e San Partenio (7/2)
Abate: Archimandrita p. Iakovos Balomenos (4 monaci).
Telefono: 22280.22790.
Indirizzo postale: 344 00 Psachna, Eubea.